Il percorso museale si apre tra le “lussureggianti” decorazioni della Sala detta Boschereccia (o Sala del Convito), affrescata da Vincenzo Martinelli con statue di Bacco e Cerere del giovane Pelagio Palagi, nella cui vetrina centrale si trovano alcune opere simboliche che servono da prologo al visitatore che si appresta a compiere il viaggio all’interno dell’universo musicale.
La sala 2 (Sala di Enea, decorata da Pelagio Palagi e Gaetano Tambroni) e la sala 3 (Sala dello Zodiaco attribuita allo stesso Palagi e a Domenico Corsini) sono dedicate a Padre Giambattista Martini (ritratto da Angelo Crescimbeni) una delle più illustri personalità del Settecento musicale europeo, grande erudito e “vorace” collezionista cui si deve il nucleo originario delle imponenti collezioni musicali bolognesi. In particolare nella sala 3 si illustrano i rapporti tra Martini, ricercato maestro di contrappunto osservato e le personalità di spicco del mondo musicale dell’epoca quali il giovane Mozart e Johann Christian Bach, raffigurato in un celebre ritratto di Thomas Gainsborough. Nella stessa sala è possibile ammirare anche i famosi Sportelli di libreria musicale di Giuseppe Maria Crespi e il clavicembalo di Orazio Albana.
Si prosegue, quindi, nella sala 4, L’idea della Musica, dedicata ai teorici musicali dal ‘400 al ‘600, con importanti esempi di trattati musicali, con i ritratti dei rispettivi autori e alcuni strumenti musicali di grande importanza come il clavemusicum, pezzo unico del 1606 di Vito Trasuntino.
Alcuni tra i pezzi più importanti sono esposti nella successiva sala 5 (Sala delle Feste, opera del Barozzi) dedicata ai Libri per musica e strumenti dei secoli XVI e XVII: custoditi dentro moderne vetrine circolari, collocate al centro della stanza ad assecondare il ricco decoro della pavimentazione alla veneziana, si possono ammirare testi rarissimi di fine ‘400 e il famoso Harmonice musices Odhecaton A., primo libro musicale a stampa, realizzato da Ottaviano Petrucci nel 1501. Quindi gli strumenti: i liuti; l’armonia di flauti di Manfredo Settala del 1650, altro unicum della collezione; le pochette, la serie straordinaria di cornetti e serpentoni; infine un singolare strumento di scena come la Tiorba in forma di khitára.
L’opera italiana diventa protagonista nelle sale successive. Dapprima il Settecento nella sala 6 (Sala all’orientale, sempre di Serafino Barozzi), dedicata al celebre cantante Carlo Broschi detto Farinelli: il suo bellissimo ritratto dipinto da Corrado Giaquinto domina la sala, assieme ai ritratti di castrati di varie epoche e di compositori del tempo, tra tutti Domenico Cimarosa e Antonio Vivaldi.
Nella sala 7 (Sala all’orientale, ancora del Barozzi) l’Ottocento e Gioachino Rossini, il cui nome è indissolubilmente legato a Bologna: ritratti, busti, libretti delle prime recite di Isabella Colbran, cantante e sua prima moglie, la partitura autografa de Il Barbiere di Siviglia, ma anche effetti personali curiosi, come la vestaglia da camera o il parrucchino, nonché il pianoforte a coda realizzato nel 1844 da Camille Pleyel, che gli appartenne.
Il percorso prosegue, attraverso i secoli, gli usi e le mode musicali, nella sala 8 (Sala delle Virtù in stile “quasi semi-gotico” di Antonio Basoli) dedicata ai Libri per musica e strumenti nei secoli XVIII e XIX: viole d’amore, clarinetti e flauti traversi affiancati ad incisioni e partiture composte da Torelli, Vivaldi, Bertoni; e ancora il bellissimo Buccin realizzato a Lione da Jean Baptiste Tabard.
A conclusione del percorso nella sala 9 un omaggio doveroso a due personaggi importanti per la cultura musicale bolognese e italiana, Giuseppe Martucci e Ottorino Respighi: sono esposti i ritratti, le fotografie e una selezione di opere del fondo Respighi che fu donato nel 1961 alla biblioteca dalla vedova Elsa, in occasione del 25° anniversario della morte del compositore.
Nella stessa sala si ammira il ritratto del musicista Arrigo Serato dipinto dal celebre pittore Felice Casorati.









